AltaRoma: roccaforte di talenti emergenti e icone incontrastate

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Giovani di talento e icone dell’alta moda. All’edizione estiva di AltaRoma diverse generazioni di artisti hanno rubato la scena nella capitale.

AltaRoma: le “principesse” di Balestra

Alla soglia dei novantatrè anni, Balestra porta in passarella la collezione Autunno/Inverno 2017-18, ispirata al fascino senza tempo delle “principesse”. Nel quartiere Prati, si sono alternati abiti-tunica su cui cadono, ora morbide mantelle, quasi ali di seta, ora mantille più strutturate, impreziosite da ricami e cristalli. È il grande ritorno del nero, assoluto protagonista, salvo alcuni lunghi in morbido satin dalle nuances melograno, messo in risalto per contrasto con spicchi geometrici giallo sole e ricercate trasparenze. Lo stile fiabesco è però interrotto anche da abiti corti, dove la “princess” di turno si fa più rock, grazie a studiate trasparenze e a stivaletti stringati.

AltaRoma: Zakhem dà il via al party

Rani Zakhem guarda al lusso della belle époque e alle stravaganze dei party newyorkesi. Non c’è spazio per i capi da mattina, tra abiti dal fascino orientale. Rivestiti da brillanti, corpetti gioielli sormontano gonne fruscianti. Ricami che richiamano la via lattea e, al contempo, i fuochi d’artificio dei party del Grande Gatsby. Se da Balestra predomina il nero, dallo stilista libanese trionfano i colori, dal giallo al fuksia. Un abito di paillettes degrada nelle declinazioni dell’argento. Accompagnato da un altro color oro, che ondeggia, trasmettendo impalpabile leggerezza.

AltaRoma: richiamo alla natura

Entrambi i couturier hanno chiuso il défilé con un abito da sposa. Balestra ha puntato sulla volatilità del tulle, etereo e impreziosito da ricami color acqua. Zakhem, invece, su un abito più sontuoso, rigorosamente ricamato e attraversato anch’esso da uno sciame di stelle. Sulle altre passarelle, invece, ha predominato uno stile ispirato alle forme del mondo naturale. Fenicotteri rosa e agavi hanno popolato il giardino incantato, quasi edenico, dello stilista partenopeo Gianni Molaro. Tra orchidee ed ortensie, si sono alternati abiti sagomati come foglie di agave, avvinti attorno alle mannequin, con esiti, invero, improbabili. Il progetto “HC #01” di Sylvio Giardina ha tratto ispirazione dalle forme e dai colori degli insetti.

AltaRoma: all’origine della vita

Con Rewind, tenutasi nella Casa delle Armi del Foro Italico, invece, Sabrina Persechinosi è spinta ancora oltre, all’origine della vita, traendo ispirazione dall’acqua, con l’obiettivo di evocare il riavvolgimento di un nastro e la propagazione delle onde in un movimento perpetuo. Si sono alternati così abiti con intarsi a onde circolari, rettilinee e parallele, sui toni dell’ocra scura e del verde acqua, con fili di pelle e grafite a marcare le schiene nude, con ampie maniche per i capi spalla.

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